Articoli e Foto recenti

ARTICOLI

 

---- 

BAMBINI IN MISSIONE DI PACE

3 - 9 SETTEMBRE 2010

di una operatrice della Comunità educativa per minori
"La casa di Gigi"di Ripaberarda AP

Ho partecipato con la comunità educativa per minori La casa di Gigi, dove lavoro come educatrice, al pellegrinaggio "Bambini in missione di pace" promosso dall’U.n.i.t.a.l.s.i. lo scorso settembre a Parigi e Nevers. Scegliere di far partire un’intera comunità è davvero una missione, che inizia molto prima della data di partenza.

Eccoci la mattina del 3 settembre: tutti i nostri bambini, di età compresa tra uno e quindici anni, e i loro accompagnatori pronti per diventare i protagonisti di un’esperienza non facile da dimenticare. Emozione, curiosità e attesa per i bambini, responsabilità, qualche timore e un pizzico di incoscienza per gli adulti. Una scommessa e una sfida alla stanchezza, con l’entusiasmo che non si spegne ma cresce - nonostante i lunghi preparativi - e ci porta alla stazione di Ancona, carichi di vita, pronti per salire su quel treno. Bambini e adulti insieme, per abbattere quella distanza tra educatore ed educando, per dare un valore aggiunto alla nostra professione e tentare di lasciare un segno, anche minimo, nella vita di questi bambini, che spesso non sono poi tanto bambini.

L’atmosfera è stata fin da subito piena di allegria: musica, clown, palloncini, colori, voglia di giocare e condividere sono stati i nostri fedeli compagni di viaggio. La sensazione era proprio quella di essere nel posto giusto con le persone giuste. Un posto ideale per testimoniare ai nostri bambini che nel mondo di diversità ce n’è tanta e che questa diventa un problema solo se siamo noi a permetterglielo.

La coinvolgente festa di Champs de Mars, la suggestiva Messa nella cattedrale di Notre-Dame, il tour della Senna in battello cantando e ballando, sono solo alcuni dei momenti la cui atmosfera è difficile da narrare a parole. E ancora, il fiabesco mondo di Disneyland Paris con le sue ambientazioni, i numerosi giochi e le fantastiche parate dei personaggi ci hanno caricato di un’allegria sempre più accesa che ci ha accompagnato fino all’ultima giornata a Nevers e durante tutto il viaggio di rientro in Italia. Tornati alla stazione di Ancona la stanchezza si faceva sentire ma la gioia di esserci stata mi urlava davvero dentro. Nelle ore successive maturava in me la consapevolezza che esperienze del genere segnano noi e loro ed hanno una potenza e una valenza, umana prima ancora che educativa, che forse nessuna futura distanza che ci separerà da questi bambini potrà cancellare.

Non si tratta del primo pellegrinaggio che faccio con loro, ma sicuramente è stato quello toccante perché nell’insieme è stato un viaggio che ha parlato la lingua dei bambini che è una lingua semplice, ingenua ed essenziale. Uno dei ritornelli che ci hanno accompagnato diceva "è festa, è festa, ci son proprio tutti, chiunque può entrare anche senza bussare. Non serve l’invito o il visto d’ingresso, basta che agli altri si porti rispetto". Ed è stata davvero una festa continua.

Non lo so dove saranno tra cinque, dieci, quindici anni questi bambini. Ma rendere possibili esperienze di questo tipo nelle comunità educative per minori dà un grande valore aggiunto a quel tempo, breve o lungo, che il bambino si trova a dover trascorrere in comunità. Solo vivendo insieme momenti come questi, che permettono densa e intensa partecipazione di chi educa e chi è educato, possiamo testimoniare i valori che vogliamo lasciare a questi bambini e allo stesso tempo ridefinire a noi stessi qual è il senso del nostro compito educativo.

È l’unico vero obiettivo che possiamo inseguire: prima ancora di qualsiasi sfida di carattere educativo siamo chiamati a vincere la sfida dell’amore, del donarci, del metterci in gioco come persone.

 

| Inizio pagina |

 

Home - Menu - Intest.