Convegno Casa famiglia - 2006

TUTTO SUL CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA NOSTRA SOTTOSEZIONE, CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI ASCOLI PICENO E DALLA FONDAZIONE CARISAP, SVOLTOSI SABATO 18 FEBBRAIO 2006 AL PALAZZO DEI CAPITANI IN ASCOLI PICENO

 

Contenuto Pagina

Il Volantino

La Locandina

Articolo e foto della Sottosezione

Articolo de " Il Messeggero"

 

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PROGETTO

"CASA FAMIGLIA"

Vivere insieme ogni emozione? Sarà 
questo il cuore della nostra casa.
Dalle porte delle nostre case entra chi ha bisogno di aiuto, chi è solo, chi cerca le
cose più semplici ma difficili da trovare:
la compagnia, la comprensione, l'amore.

Quindi amici c'è bisogno di tutti voi per realizzare.........  questo grande SOGNO!!!

Le eventuali offerte per sostenere e realizzare questa iniziativa possono 
essere versate sul c.c.p.
n. 67111211 intestato a: 
UNITALSI "IL SOGNO" - Lungo Castellano Sisto V, 56 - 63100 Ascoli Piceno

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Interessante Convegno sul sociale

L’Unitalsi di Ascoli Piceno lancia 
il progetto di due case-famiglia

a cura della Sottosezione

Per una volta la magnifica sala della Ragione, sede del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno, ha dimesso i toni della politica per fare spazio a quelli più comuni della solidarietà, della carità e dell’amore fraterno. Ed è stato un bel vedere quello offerto dai numerosi disabili seduti sui banchi del Consiglio o schierati in carrozzina al centro della sala, in una giornata che li ha visti protagonisti assoluti e centro di riferimento. L’occasione è stata offerta dal convegno organizzato sabato 18 febbraio dalla sottosezione Unitalsi di Ascoli, "Famiglia la casa di tutti – Il modello familiare come strumento di politica sociale per il sostegno ai più piccoli", per lanciare la prossima apertura sul territorio di ben due case famiglia destinate ad accogliere disabili minorenni e non, privi di una famiglia naturale di riferimento: un progetto assolutamente ambizioso, di quelli da far tremare i polsi! A tener desta l’attenzione dell’affollata platea, una schiera di relatori di alto profilo.

Ha introdotto i lavori il Presidente di Sottosezione, Anna Saveria Capriotti, la quale ha rivelato come quello che era balenato come un flebile desiderio - aprire una casa famiglia - ha preso corpo sotto l’incalzare di alcuni segni autenticamente profetici, il primo dei quali la donazione da parte di una gentile signora di un edificio che andava ad aggiungersi a quello da acquistare con l’impegno finanziario della Fondazione Carisap.

Ha preso, quindi, la parola il Vescovo Monsignor Silvano Montevecchi esprimendo la gioia di pastore diocesano per una grazia così singolare riversatasi sulla diocesi e sottolineando nel contempo come iniziative del genere prendono avvio da intuizioni spirituali che rompono i canoni dei progetti puramente umani per affidarsi alla carità del cuore. Una spiritualità di gratuità, di speranza, un farsi dono che apre al futuro; una carità che deve entrare nell’ordinarietà del vivere, fino a farsi organizzazione. Due case-famiglia siffatte diventano due cattedre di vita - come lo sono state per tutti quella del Cottolengo a Torino e di S. Teresa a Ravenna - che senza dubbio manderanno messaggi di amore a tutti i cittadini e non soltanto ai credenti.

Hanno portato il saluto e offerto un contributo ai lavori del convegno il Sindaco e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Ascoli e il Direttore della zona territoriale n. 13, dottor Mauro Marabini.

E’ seguito poi un breve filmato che ha mostrato ai convenuti come l’Unitalsi ha saputo tradurre in realtà il desiderio di offrire ogni giorno un supporto di amore e di carità a quanti vivono nel disagio, mediante progetti ideati sì dagli uomini, ma realizzati con il supporto indispensabile della Provvidenza. Sicché, prima a Barletta, poi a Rieti e a Pisa è stato realizzato quello che per molti era solo un sogno, un anelito di libertà, un desiderio di poter vivere nella normalità la propria condizione di disagio: le case-famiglia per disabili; e, infine, a Roma una casa di accoglienza per le madri costrette a lasciare il proprio domicilio per dare assistenza ai figlioli ricoverati nei grandi Ospedali.

Riccardo Loni, Presidente della Sottosezione di Pisa, ha così riportato quella che è la sua esperienza con la Casa Cassiopea. Grazie a questo progetto i ragazzi ospitati possono finalmente vivere l’intimità dello spazio domestico, il gusto di vivere insieme e di condividere le emozioni del sentirsi una famiglia. Risposta concreta al "DOPO DI NOI", tema centrale, manifestazione di un bisogno, mancanza di una casa, dei principali riferimenti familiari che ognuno di noi solitamente ha. Ne consegue quindi uno sviluppo delle capacità residue e il potenziamento delle autonomie personali e un miglioramento delle qualità della vita fisica e soprattutto psicologica.

Esprimendo un ringraziamento "ufficiale, forte e sentito" all’Unitalsi e a tutti coloro che collaborano con l’iniziativa intrapresa, Vincenzo Marini Marini, Presidente della Fondazione Carisap, ha tenuto a sottolineare il ruolo della Fondazione. Ha così descritto il contesto nel quale opera la Fondazione e il metodo di lavoro adottato dalla stessa che è quello di creare sinergia con tutti gli operatori sociali del territorio mediante un colloquio costante con essi, lavorando secondo programmi e indicazioni di massima, in assoluta trasparenza. Ha poi illustrato dettagliatamente il meccanismo assolutamente originale di finanziamento dell’iniziativa ed infine ha descritto il rapporto che abitualmente corre fra Fondazione e volontariato.

Monsignor Luigi Moretti, Assistente Spirituale Nazionale dell’Unitalsi, ha tenuto la relazione ufficiale del convegno centrando il discorso sul valore della famiglia e sui problemi che essa sta vivendo nell’attuale contesto sociale e nel presente momento storico, caratterizzato da straordinari e profondi processi di cambiamento che toccano il vivere, il sentire, il pensare, il desiderare delle persone. Il relatore ha rilevato come in Italia sia in atto un processo di frantumazione che porta la famiglia a vivere quella che è la sua povertà più grande, l’isolamento: famiglie sempre più sole e sempre più isolate e nello stesso tempo caricate di pesi sempre più onerosi. Da qui il dovere della comunità cristiana di aiutare le famiglie a ritrovare motivazioni di vita, a stabilire nuovi rapporti solidali, a riprendere coscienza di quella che è la propria identità, soprattutto in un momento in cui non si parla più di famiglia, ma di tipi diversi di famiglia. Il tutto all’insegna dell’amore come carica vitale che ci fa vedere la verità della vita, dove ogni persona riacquista la sua dignità e dove non ci saranno più rapporti strumentali in cui uno usa l’altro per secondi fini; la carità non ha altri fini: è amore!

La purificazione delle motivazioni è l’arte che ci fa crescere e ci fa vivere con grande gioia la ricchezza e le potenzialità che la vita contiene. E’ in tale contesto che si inserisce l’idea delle case-famiglia che altro non sono se non la voglia di condividere con altri le problematiche di una vita in cui è presente anche il limite e la precarietà, facendosi dono nella gratuità e nella misericordia, secondo lo stile evangelico.

E’ toccato, infine, ad Antonio Diella, Presidente Nazionale dell’Unitalsi, trarre le conclusioni del convegno nello stile a lui più consono.

E lo ha fatto ricordando che il desiderio di allargare l’azione dell’Unitalsi in percorsi non alternativi, ma complementari al carisma originale dell’Associazione nacque in tempi remoti, quando si avvertì l’esigenza di prolungare nel sociale il vissuto dei pellegrinaggi, la cui bellezza non poteva esaurirsi in un semplice ricordo annuale. Talché le case-famiglia non sono frutto di studi di laboratorio come qualcuno può pensare, ma sono nate molto più semplicemente dalla bellezza del cuore di quanti hanno compreso che i sogni per essere veri devono farsi progetto, allo scopo di far sì che la vita di tutti abbia una uguale possibilità di libertà e di espressione in un contesto nel quale a ciascuno sia dato di poter esprimere la propria bellezza del cuore e di valorizzare le proprie capacità.

Il progetto culturale dominante secondo cui il mondo e la storia li cambiano i potenti della terra secondo logiche attente di equilibrio non appartiene agli unitalsiani. Costoro credono, invece, che la storia, il mondo, la vita possono essere cambiati da chi si prende la responsabilità di dire: tocca a me, sono io, siamo noi, la nostra associazione, la nostra esperienza a doversi mettere in gioco. E lo fanno attraverso un metodo che è il più naturale, quello della famiglia che è il luogo della nascita, della vita e della morte, il luogo dell’unità e nel quale si costruisce il destino umano.

Un progetto, dunque, che nasce semplicemente dal desiderio di ricostruire un contesto di vita ideale a beneficio di chi o non lo ha mai avuto, pur avendolo sempre desiderato, o lo ha perso per motivi diversi, nel quale ciascuno è preoccupato e occupato a fare il bene delle persone che gli sono accanto. E tutto questo ribaltando la logica dei calcoli economici per librarsi, come squilibrati della carità, sulle ali della Provvidenza nella certezza di camminare in compagnia del Risorto, Gesù Cristo, l’eternamente vivo che ci dà la forza di amare tutti e di volare nel tempo e oltre il tempo.

Al termine di questo pellegrinaggio, la cui meta per una volta non è Lourdes nè Loreto, ma un altro santuario: la famiglia, l’assemblea si è congedata con l’auspicio che l’unitalsi ascolana possa far proprie le parole di San Paolo a Timoteo: "Bonum certamen certavi, cursum cunsummavi, fidem servavi".

 

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IL MESSAGGERO

 

CONVEGNO UNITALSI

In arrivo due case-famiglia per persone in difficoltà

Le strutture di ospitalità verranno realizzate a Ripaberarda e in città. 
L’aiuto della Fondazione Carisap

di STEFANIA MISTICHELLI

Due case-famiglia per persone in difficoltà. È l'Unitalsi ad annunciare, nel corso dell'incontro dibattito tenutosi ieri al Palazzo dei Capitani, la realizzazione delle strutture d'accoglienza, una a Ripaberarda per minori disabili, l'altra ad Ascoli per adulti.

«Il sogno, nato dalla volontà di dare a tutti la possibilità di vivere nell'intimità di una famiglia, - spiega Anna Saveria Capriotti, presidente della sottosezione Unitalsi Ascoli - si sta realizzando grazie all'incontro con la sig.ra Caterina che a Ripaberarda ha offerto se stessa e la sua casa, alla fondazione Carisap che credendo nel progetto ha stanziato 350mila euro per l'acquisto del secondo immobile e al Ministero dell'Economia che su proposta del senatore Ciccanti ne ha stanziati altri 100mila».

L'iniziativa risponde all'esigenze del "dopo di noi" e del "durante noi". «Sono i problemi più drammatici per i genitori di persone disabili o malate - spiega Massimo Mazzoni, vice presidente di sottosezione - che si chiedono che ne sarà del proprio figlio quando loro non ci saranno più o non avranno più la forza di assisterlo. Nelle case-famiglia daremo accoglienza permanente a chi non ha più nessuno o temporanea a chi si trova momentaneamente nel bisogno».

La casa di Ripaberarda, in avanzata realizzazione nel centro del paese, con 2 appartamenti speculari ospiterà fino a 10 persone, che vivranno insieme agli operatori specializzati e ai volontari. L'altra troverà collocazione a ridosso della città e sarà acquistata dalla Fondazione Carisap che la darà in uso all'Unitalsi.

«Sono case che diventano cattedre - ha commentato il vescovo Silvano Montevecchi -. Come S. Teresa a Ravenna e Cottolengo a Torino nascono dalla carità, nel cammino insieme ai fratelli malati nel reciproco dare e ricevere. È un'iniziativa che necessiterà dell'aiuto di tutti». Con l'augurio del direttore di zona Mauro Marabini che «il seme piantato diventi un'istituzione senza tempo».

Da:  "IL MESSAGGERO" - Cronaca di Ascoli

Domenica 19 Febbraio 2006

 


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